
Nella tradizione della Medicina Cinese esiste una quinta stagione, collocata proprio tra l’estate e l’autunno. È la tarda estate, associata all’elemento Terra.
Lo percepisci, alla fine dell’estate, c’è un momento in cui ti accorgi che qualcosa sta cambiando anche se, apparentemente, non è ancora cambiato nulla.
Fa ancora caldo, le giornate sono ancora abbastanza lunghe e magari sei ancora in vacanza o hai appena ricominciato a lavorare. Eppure senti che l’estate sta lentamente lasciando spazio a qualcosa di diverso.
Forse hai meno voglia di stare fuori fino a tardi. Forse senti il bisogno di ritrovare qualche abitudine. Oppure ti accorgi di essere un po’ più stanca, di avere la testa meno lucida o semplicemente di avere voglia di rimettere ordine.
Ed è interessante osservare cosa ci può insegnare questo momento di passaggio.
A differenza della nostra suddivisione in primavera, estate, autunno e inverno, la Medicina Cinese tradizionale considera anche una quinta fase di passaggio.
È il momento in cui la natura porta a maturazione ciò che è cresciuto durante l’estate. I frutti maturano, si raccoglie ciò che è stato seminato e gradualmente ci si prepara al cambiamento della stagione successiva.
Per questo l’elemento Terra è associato a concetti come nutrimento, trasformazione, assimilazione e centro.
Nella lettura energetica della Medicina Cinese, Terra è collegata a Milza e Stomaco. Non parliamo qui della funzione fisiologica degli organi così come viene descritta dalla medicina occidentale, ma della loro funzione energetica secondo la tradizione cinese.
L’idea di fondo è interessante anche al di là della teoria: prima di passare da una fase all’altra abbiamo bisogno di assimilare ciò che abbiamo vissuto.
E forse la fine dell’estate può essere un buon momento per farlo.

In questo periodo alcune persone si accorgono di avere una digestione più delicata, di sentirsi più appesantite oppure di avere meno energia mentale.
Può comparire quella sensazione di fatica difficile da definire: non sei necessariamente stanca fisicamente, ma fai più fatica a concentrarti, a organizzarti o semplicemente a rimetterti nel ritmo.
Non significa che questi disturbi siano causati dalla quinta stagione. Il corpo può manifestare stanchezza o problemi digestivi per moltissime ragioni.
La Medicina Cinese ci offre però una chiave di osservazione interessante: invece di considerare ogni segnale del corpo come qualcosa da correggere immediatamente, possiamo provare ad ascoltarlo e chiederci di cosa abbiamo bisogno in questo momento.
È una prospettiva che trovo particolarmente utile proprio nel passaggio dall’estate alla ripresa delle attività.
Perché spesso facciamo l’opposto.
Arriva settembre e pensiamo subito a quello che dobbiamo fare: riprendere la routine, organizzarci, recuperare il lavoro, ricominciare a fare attività fisica, fissare nuovi obiettivi.
Ma forse non abbiamo bisogno di ripartire subito con tutto.
Se la quinta stagione è collegata alla Terra, il concetto di centro diventa particolarmente importante.
Essere al centro non significa mettere se stessi prima di tutto e di tutti. Significa avere un punto da cui partire, sapere come stiamo e riconoscere ciò che in questo momento ci sostiene.
Per questo, invece di arrivare a settembre con una nuova lista di cose da fare, possiamo provare a fermarci un momento e osservare ciò che l’estate ci ha lasciato.
Non serve fare grandi bilanci.
Può essere sufficiente chiedersi se c’è qualcosa che durante questi mesi ci ha fatto stare bene e che vorremmo continuare a coltivare.
Può essere un’abitudine, una persona, un modo diverso di organizzare il tempo oppure semplicemente la consapevolezza che abbiamo bisogno di più spazio per noi.
Anche questo fa parte del “raccolto”.
Non credo che servano regole rigide per attraversare questo periodo.
Possiamo semplicemente provare a dare un po’ più di attenzione alle cose che ci aiutano a ritrovare un ritmo stabile.
Mangiare con più calma, per esempio, può diventare un modo molto concreto per tornare presenti. Anche dedicare qualche minuto al respiro, ad una pratica lenta di Qi Gong o a un movimento lento può aiutare a interrompere quella sensazione di essere sempre proiettate verso ciò che dobbiamo fare dopo.
E poi c’è una cosa che spesso dimentichiamo: non tutto quello che abbiamo vissuto deve essere lasciato indietro quando finisce l’estate.
Possiamo scegliere cosa portare con noi.
È forse questo il significato più interessante della quinta stagione: non è semplicemente una pausa tra due stagioni, ma un momento in cui possiamo fare spazio a ciò che vogliamo conservare.

Forse allora, invece di chiederci soltanto “come faccio a ripartire a settembre?”, possiamo porci una domanda diversa:
Cosa voglio portare con me da questa estate?
Non serve trovare subito una risposta.
Può essere qualcosa che hai riscoperto, una nuova consapevolezza, un’abitudine che ti ha fatto bene oppure semplicemente la voglia di vivere le tue giornate con un ritmo un po’ diverso.
La quinta stagione, nella tradizione della Medicina Cinese, ci ricorda che tra una fase e l’altra c’è bisogno di un momento di passaggio.
E forse anche noi possiamo concedercelo.
Prima di ripartire, possiamo fermarci abbastanza a lungo da capire dove siamo e cosa vogliamo davvero portarci dietro.
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Questo, più che prepararci a settembre, significa ritrovare il nostro centro.